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Acque chete

By fruttopermesso on 8 Ottobre 2012 in Buone Notizie
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Per quest’anno noi ce l’abbiamo ancora fatta. Centellinando l’acqua goccia a goccia, pianta per pianta. Misurando l’evapotraspirazione e restituendo a ciascuna pianta il giusto, non un litro di più. A parte la grandine caduta sulle pere e la gelata di febbraio, che ci ha tolto il 90% del raccolto di kiwi. A parte i molti danni da insetti che una stagione calda (non tanto per i valori assoluti, ma per la continuità) così lunga ha reso prolifici ed affamati. Con le mele bacate faremo succhi, con le pere grandinate, be’, vi chiederem di mangiarle così, per i kiwi aspetteremo la stagione prossima. Ad altri non è andata altrettanto bene. Alla produzione agricola del mondo non è andata per niente bene. Anche se la comunicazione di massa ha gli occhi puntati da altre parti, da tutte le parti tranne che dalla parte che conta: la parte della terra, che è agricoltura ed è cibo.
Una serie di concause non casuali ha creato quella che un secolo fa sarebbe stata una stagione da grande carestia. E non è per nulla escluso che fra qualche mese non si conclami il 2012 come l’anno d’inizio di una fase di nuove carestie planetarie. Le grandi pianure sudamericane sono ormai rivolte a produrre canna da zucchero per biocarburanti. Ma anche in altre parti del mondo, pianura padana compresa, è in corso la distrazione di milioni di ettari dalla produzione agricola ‘food’ a favore dell’energetico (fotovoltaico a terra, centrali a biomasse, centrali a metano costruite per demolire liquami zootecnici, ma poi alimentate con mais). E la cementificazione ha continuato a sottrarre ettari anche lei, ovunque, solitamente i migliori. Su questo stato di cose sono successi due eventi climatici, non straordinari di per sé, ma straordinari per la capillarità planetaria con cui hanno colpito: il grande freddo dello scorso fine inverno e una latente prolungata siccità che ha falcidiato le produzioni di soia e di mais in Nordamerica e di frumento nell’Est d’Europa. A cui si aggiunge il fatto che i granai del mondo non erano mai stati così vuoti come all’inizio di quest’anno, a causa delle turbolenze speculative degli ultimi tre anni.
Questi i fatti, che pochi conoscono e nessuno comunica per non doverne analizzare le cause e denunciare la verità innegabile: che, tra tutte, l’emergenza Terra/acqua/cibo è quella più grave, sovrastante in portata ed effetti quella economica italiana e della Grecia e dell’Europa.
Beata ignoranza per questo mondo, che ormai di finanza sembra nutrirsi. Noi continuiamo a dar da mangiare agli uomini.

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